Titolo: Redwall (The Redwall abbey company).
Scrittore: Brian Jacques.
Genere: fantasy, avventura, commedia.
Editore: Mondadori.
Anno: 1986.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Alla ricerca di un libro di narrativa da leggere, mi sono imbattuto in un volume dall’aria un po’ malridotta, cui certamente hanno contribuito i miei gatti dati gli evidenti segni di artiglio in una parte della copertina: il libro suddetto era Redwall di Brian Jacques… che non mi ricordavo di avere e nemmeno mi ricordavo cosa fosse o quando me lo ero preso.

Peraltro, il leggere che era un’avventura per ragazzi con protagonisti dei topi (dei topi... un discreto coraggio da parte dell'autore) non deponeva troppo a suo favore, ma seguendo l’istinto l’ho preso e l’ho iniziato.
E anche finito in tempi piuttosto brevi, visto che mi è piaciuto abbastanza.

Partiamo subito con la trama: Redwall è un’antica abbazia retta da un ordine di topi monaci dediti a una vita pacifica e alla cura delle creature del bosco in difficoltà. Il bosco si chiama Fiormuschiato e come ovvio ospita un gran numero di creature, di ogni tipo, dai topiragno ai gufi, passando per lepri, ermellini, donnole, passeri, etc.

A reggere l’abbazia c’è un abate (beh, ovvio), con tutto l’ordine a seguito: guerrieri, studiosi, cuochi, infermieri, e via discorrendo.

Fin qui, tutto bene: i problemi iniziano quando un famoso ratto predone, Cluny il flagello, decide di impossessarsi dell’abbazia con il suo esercito di ratti e altri animali. Ciò costringerà i pacifici topi di Redwall a ingegnarsi per difendere il loro piccolo regno, aiutati in questo anche da un tasso, una lepre, diversi scoiattoli, dei ghiri… e anche da altri animali, portati alla causa man mano.

Redwall è un libro che si fa leggere volentieri; il target giovanile si nota, nella semplicità della sintassi e anche nella relativa semplicità della trama, ma quel che c’è è fatto molto bene, e tutto è permeato da un’aria gioviale, positiva e da valori come il rispetto, la fratellanza, l’amicizia.

Anzi, in questo senso non esito a dire che sono queste le compagnie che dovrebbero avere i piccoli, in quanto da un lato divertenti e dall’altro lato formative e positive.

Con tutto che il libro non è breve, con le sue 300 pagine piene, ma, come detto, scorre via piacevole e veloce… tanto da aver avuto successo oltre le attese e da aver generato una saga di ben dieci romanzi.

Insomma, bravo Brian Jacques.

Fosco Del Nero


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Titolo: Il codice del cuore (Beyond willpower).
Scrittore: Alexander Loyd.
Genere: saggistica, esistenza, benessere, crescita personale.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2015.
Dove lo trovi: qui.


Negli ultimi anni Alexander Loyd si è fatto una certa fama grazie al libro Il codice della guarigione - The healing code, che ha venduto parecchio in Italia (pubblicato nel 2012) come nel resto del mondo occidentale, Usa ed Europa.

Adesso l’autore statunitense è ritornato sul mercato editoriale italiano con una sorta di seguito, Il codice dell'amore - The love code, che dal titolo promette essere una sorta di trasposizione del primo libro, dedicato all’ambito della guarigione, della salute e del benessere, al settore della felicità, dell’amore, delle relazioni interpersonali e in generale di una vita appagante. 

Non a caso, il suo sottotitolo è “Come superare la paura e riprogrammare le false credenze”. 
Insomma, stiamo passando da salute-benessere fisico a mondo interiore-benessere emotivo, con la prima frase della scheda di presentazione del libro che poi aggiunge “Un metodo incredibile per ottenere successo in tutti gli ambiti della vita”.
Per l’appunto: la vita in generale.

La tempistica di riprogrammazione energetica, per la cronaca, è di 40 giorni, e il programma di viaggio promette che “con il programma del dott. Loyd, il lettore raggiunge il proprio traguardo rinvigorito, felice, più in salute e pieno di benessere”.

Il programma in questione, sempre per la cronaca, si propone come olistico e generale, passando per corpo fisico, medicina energetica, emozioni, felicità, spiritualità.

Insomma, come funziona il “Codice dell’amore” e come mettere in pratica il “Codice dell’amore”.

Chi ha apprezzato e applicato con successo Il codice della guarigione probabilmente non avrà dubbi nel leggere anche Il codice del cuore; ma anche chi non ha letto il primo libro di Alexander Loyd ed è più interessato all’ambito interiore piuttosto che a quello salutistico forse prenderà in considerazione l’idea di procurarsi questo secondo libro dell’autore americano.

Fosco Del Nero


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Questa è la terza volta che leggo La storia infinita, il celebre romanzo di Michael Ende reso ancora più celebre dalla conversione cinematografica dell’omonimo film del 1984.

Tuttavia, non lo avevo ancora recensito perché la prima volta fu molti anni prima di aprire il blog Libri e romanzi, e la seconda volta idem… o forse l’avevo già avviato ma dimenticai di recensirlo.

Ad ogni modo, eccoci alla terza. Che, peraltro, segue altri due libri di Michael Ende: Lo specchio nello specchio, un’ottima raccolta di racconti, e Momo, un romanzo fantastico rivolto prevalentemente all’infanzia-adolescenza, e che peraltro ha ispirato un film d’animazione italiano.

Ma torniamo a La storia infinita, e passiamo molto brevemente alla trama: un giorno Bastiano Baldassarre Bucci, un bambino un po’ goffo e debole, tanto da essere spesso vittima di bulli, non va a lezione e invece si rifugia nella soffitta della scuola a leggere un libro che aveva rubato nella libreria del signor Coriandoli. Il libro si intitola La storia infinita, reca nella copertina l’immagine di due serpenti che si mordono la coda a vicenda (una sorta di versione duale del serpente Ouroboros), e soprattutto ha il potere di trascinare nelle vicende il giovane Bastiano… molto più di quanto egli si sarebbe aspettato.

È così che egli conosce il coraggioso Atreiu, il drago della fortuna Fucus, l’Infanta Imperatrice, nonché tanti altri personaggi, talmente tanti e con talmente tante vicende che non è possibile riassumerle in breve.
Viceversa, in breve è possibile dire che l’intervento di Bastiano sarà necessario per la salvezza del regno di Fantasia, il regno descritto per l’appunto dal tomo in questione, mentre poi l’intervento di Atreiu sarà necessario per la salvezza di Bastiano (e i due paiono legati a doppio filo, come pare suggerire lo specchio dell’Oracolo, il quale ad Atreiu mostra proprio l’immagine di Bastiano in luogo della propria).

Intanto, una prima cosa va detta: il famoso e omonimo film descrive solo metà del romanzo (il resto lo lascia al seguito La storia infinita 2, che però pare sia un film orrido tanto quanto La storia infinita 3)… e per certi versi ha fatto bene, visto che si tratta della parte più bella e ispirata del romanzo, che in effetti avrebbe potuto finire lì con una lieve e trascurabile variazione della trama.

Invece, ciò che segue da lì in poi risulta meno brillante e coinvolgente di quanto lo ha preceduto... intendo, nel complesso, mentre singoli spunti di valore si trovano sparsi in tutto il romanzo.

Tuttavia, la parte più formativa, ispirata e persino educativa del libro sta nella prima parte, che in effetti da sola si meriterebbe una valutazione elevatissima; frenata tuttavia dalla seconda metà. 

Comunque, La storia infinita di Michael Ende è uno di quei libri che vale assolutamente la pena di leggere, e non a caso ha avuto e continua ad avere un successo planetario.

Fosco Del Nero

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Titolo: La storia infinita (Die unendliche geschichte).
Scrittore: Michael Ende.
Genere: fantasy.
Editore: Longanesi - Superpocket
Anno: 1979.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.

Titolo: Lo smeraldo del fiume nero - Sherlock Holmes 2 (The black river emerald).
Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo.
Editore: Edizioni E.L.
Anno: 1987.
Voto: 4.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Giacché il primo librogame della serie Sherlock Holmes, ossia Omicidio al Diogenes Club, mi era piaciuto molto, sono passato senza indugio al secondo, Lo smeraldo del fiume nero.

Il quale, tuttavia, e lo dico subito, mi ha deluso parecchio.

Intanto, il libro si presenta molto ridotto come numero di pagine rispetto al suo predecessore, che conteneva due avventure, e difatti Lo smeraldo del fiume nero ne contiene solo una.
Vabbé, poco male, in fin dei conti era una stranezza la presenza di due storie diverse nel medesimo librogame.

Il problema è che Lo smeraldo del fiume nero è proprio peggiore come strutturazione… e non a caso è cambiato l’autore: siamo passati da tale Gerald Lientz a tale Peter Ryan, e il cambio evidentemente non ha giovato alla qualità del libro.

È rimasto il sistema degli indizi, ma utilizzato in modo meno convincente, e in più sono sparite le decisioni e le deduzioni, e quindi il corpus di possibilità che mi aveva colpito così in positivo nel primo libro è svanito, sostituito da qualcosa di più blando e meno efficace.
Per di più, la storia avanza per conto suo, con pochissima influenza da parte del lettore-giocatore, demandata tra l’altro alla fortuna nel tirare i dati.

Inoltre, è meno convincente anche la storia di per sé, e anzi piuttosto prevedibile da un lato, ma davvero poco probabile e persino puerile dall’altro: un ragazzino che indaga sul furto di uno smeraldo all’interno del suo college, ma anche a spasso per Londra, e persino contro degli indios mezzo selvaggi che per recuperare la pietra rubata hanno attraversato l’oceano fino all’Inghilterra.
Sembra quasi un’avventura dei ragazzini della serie di Detectives Club… ma più semplice e senza umorismo e divertimento, ossia senza il suo elemento positivo.

Insomma, in questo Lo smeraldo del fiume nero tutto sembra traballante, e la differenza con l’ottimo esordio di Omicidio al Diogenes Club è davvero netta, e purtroppo in negativo. E certamente non è un caso che a Peter Ryan non sia più dato spazio nella serie, mentre Gerald Lientz abbia firmato altri quattro libri: Sherlock Holmes 3 - Il caso Milverton, Sherlock Holmes 4 - Watson sotto accusa, Sherlock Holmes 6 - Un duello d'altri tempi, Sherlock Holmes 8 - L'erede scomparso (i rimanenti Sherlock Holmes 5 - I dinamitardi e Sherlock Holmes 7 - Intrigo a Buckingham Palace sono viceversa firmati da Milt Creighton).
In conclusione, non incontrerò più Peter Ryan, ma gli altri due autori sì.

Fosco Del Nero


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Titolo: La preghiera segreta (The secret prayer).
Scrittore: Joe Vitale.
Genere: saggistica, esistenziale.
Editore: Uno Editori.
Anno: 2015.
Dove lo trovi: qui.



Il post odierno è un’anticipazione dell’ultimo libro di Joe Vitale, in imminente uscita in Italia, dopo aver riscosso un buon successo in patria: il titolo dei codesto libro è La preghiera segreta, sottotitolo “La formula dei Tre Passi per attrarre miracoli”.

E già qui abbiamo il solito Vitale: titoli ad effetto ed estremamente popolustici, ad ampio target.
E, seppur il libro non è ancora uscito in Italia, possiamo star certi di un altro punto fermo di Joe Vitale: la forte autoreferenzialità e autopubblicizzazione: in ogni suo libro vi sono non meno di quaranta riferimenti ad altri suoi libri, video, seminari, etc. È proprio una specie di tassa, prevista per legge; se non ne mette minimo quaranta lo arrestano.

Questo, per la cronaca, è il motivo, o uno dei motivi, per cui a tanti lettori italiani, poco avvezzi all’autoreferenzialità americana, Joe Vitale non piace

 … e per certi versi è un peccato, giacché i suoi libri, per quanto non troppo lunghi e anche piuttosto monotematici (nel senso che in ogni libri porta avanti un paio di concetti e basta, tra teoria, pratica, esempi, esercizi, casi di suoi conoscenti, etc), contengono sempre, invariabilmente, spunti di vale. 

Ricordiamoci sempre che è stato lui a diffondere la versione famosa dell’hoponopono (in Zero limits), e che ha scritto libri di ottima sintesi come Corso di risveglio.

Poi, lo so, si autopubblicizza un sacco, il succo di ogni suo libro potrebbe stare probabilmente in dieci pagine, punta molto su legge di attrazione, manifestazione e ricchezza… ma a volte ho l’impressione che sia una sorta di specchietto per le allodole, per attirare molta gente.

E a questa gente, nel mentre, insegna cosa importanti, per quanto semplici.

Ecco perché, nonostante alcune cose un po' così, ritengo comunque Joe Vitale un autore di valore, e il suo venturo La preghiera segreta un testo che sarà probabilmente interessante… nonostante titolo e sottotitolo.

Fosco Del Nero


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Titolo: L'arte dei desideri.
Autori: Igor Sibaldi, Maura Gancitano, Andrea Colamedici.
Genere: saggistica, spiritualità, esistenza.
Editore: Macro Video.
Anno: 2016.
Dove lo trovi: qui.


Su Libri e Romanzi non è mai apparso Igor Sibaldi, famoso autore e conferenziere italiano che viceversa è apparso diverse volte sul mio sito Una vita fantastica, dedicato per l’appunto alle tematiche esistenziali.

Questa è dunque una prima volta, e lo è con il seminario in dvd L'arte dei desideri, che peraltro vede altri due protagonisti: Maura Gancitano e Andrea Colamedici, altri due autori del settore, per quanto meno noti e importanti del primo citato. 

Abbiamo, dunque, tre autori nello stesso seminario-videocorso, per un totale di circa 200 minuti.

Il dvd L'arte dei desideri porta un sottotitolo, utile a chiarirne i contenuti: “Conversazioni sul futuro, il coraggio e la libertà”.
In esso dunque si parla della libertà intesa come coraggio e capacità interiore di andare verso i propri desideri… e già essere consapevoli di quali sono è già una direzione che non tutti hanno ben presente. 

Sibaldi non esita a definire il desiderare una capacità innata dell’essere umano, nonché indispensabile, il che da solo illustra quanta importanza dia il succitato autore a codesto argomento.

Il tema dei desideri, peraltro, è piuttosto ambiguo, specie all’interno del settore della spiritualità, e difatti i tre autori finiscono per tracciare, a modo loro, una sorta di visione generale dell’ambito della spiritualità e del suo stato di salute al giorno oggi, in cui a una crescente domanda è corrisposta, da perfetta legge del mercato, un’accresciuta risposta in termini di prodotti proposti: libri, video, audio, seminari dal vivo, etc. 

In conclusione, L'arte dei desideri del trio Igor Sibaldi-Maura Gancitano-Andrea Colamedici è un prodotto che certamente interesserà svariate categorie di persone: i fan storici di Sibaldi, numerosi, ma anche chi è interessato in linea generale agli argomenti esposti e magari vuole avere idee un po’ più chiare riguardo al desiderio, ai suoi desideri, e al processo del desiderare (e dell’ottenere).

Nel caso, buona visione con il dvd.

Fosco Del Nero


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Titolo: City (City).
Scrittore: Alessandro Baricco.
Genere: commedia, drammatico, surreale.
Editore: RCS - Superpocket.
Anno: 1999.
Voto: 4.5.
Dove lo trovi: qui.



Avevo a casa da oramai molto tempo City di Alessandro Baricco, acquistato tanti anni fa nell’edizione Superpocket, che riuniva in una sola collana libri di molti generi, narrativa e saggistica, fantasy e horror, commedia e drammatici, accomunati da un unico elemento, che poi dovrebbe essere l’elemento cui dare maggior attenzione: la qualità del libro.

Non a caso, in quella collana figuravano capolavori come La storia infinita di Michael Ende, Il nome della rosa di Umberto Eco, A volte ritornano di Stephen King, L’enigma del solitario di Joseph Gaardner, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig, Ballata di ogni donna di Erica JongIn Asia di Tiziano Terzani.

L’ultimo che mi sono letto della suddetta collana è L’enigma del solitario, che avevo comprato anch’esso molti anni fa ma che mi sono letto solo di recente… trovandovi l’ennesimo libro di grande qualità.

A questo punto mi sono deciso a “far fuori” anche gli altri libri della collana che non avevo letto, partendo da City di Baricco, che a dire il vero al tempo iniziai a leggere, salvo poi metterlo da parte perché l’inizio non mi aveva convinto.

Ci ho riprovato adesso con più convinzione, ma purtroppo con gli stessi risultati, e City, che stavolta ho letto tutto, non mi è piaciuto per niente.

Intanto, lo stile di scrittura di Baricco non fa per me: troppo spezzettato, troppo scoordinato, pieno di dialoghi non credibili, per quanto a tratti divertenti.
Ma sarei anche passato sopra lo stile, che in fondo è personale, se il romanzo avesse avuto una trama più corposa e profonda, e invece da un lato, per quanto riguarda la storia principale, gioca per buona parte su cliché e personaggi stereotipati (il padre lontano, il figlio genio incompreso con qualche problema, la ragazza con un vuoto interiore, etc), mentre dall’altro lato, per quanto riguarda le storie accessorie, non è che interessi e convinca più di tanto, né sul versante boxe né sul versante western.

Il finale, poi, mi ha convinto ancora meno, davvero scialbo… e peraltro ci ho messo un po’ ad arrivarci, pur essendo il libro non troppo lungo (invece L’enigma del solitario me lo sono divorato, per fare un raffronto recente, e ci ho messo di meno pure per Impronte degli Dei di Hancock, lungo 700 pagine!).

A mio modo di vedere, ovviamente, e peraltro sono sicuro che il modo di scrivere di Baricco piaccia a molti, giacché si tratta di uno scrittore affermato.
E che peraltro è stato inserito in una collana dalla qualità media molto alta, per cui qualcosa di buono avrà certamente.

Diciamo allora che è qualcosa che a me non serve, tanto che la cosa che mi è piaciuta di più di City è la copertina.

Fosco Del Nero


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Titolo: George Harrison - My sweet lord: la via della spiritualità.
Scrittore: Capitanata, Sergio D'Alesio.
Genere: saggistica, biografia, cd musicale.
Editore: Capitanart.
Anno: 2016.
Dove lo trovi: qui.



Il post odierno è una preview, e riguarda un libro con cd musicale appena uscito: George Harrison - My sweet lord: la via della spiritualità, prodotto dal duo Sergio D'Alesio e Capitanata.
Il primo un critico musicale e il secondo un musicista, musicoterapeuta e produttore musicale.

Come facilmente intuibile dal titolo, il libro, con annesso cd, è dedicato alla figura di George Harrison, il più mistico del Beatles, che portò nel suo lavoro, nella sua musica e di quella di tutto il gruppo, nonché nella cultura occidentale, il suo forte interesse per la ricerca spirituale, per il viaggio esplorativo (interiore ed esteriore: famosa la sua ricerca in India, nonché i ritiri spirituali cui partecipava da solo o con gli altri Beatles), e per i testi sacri induisti.

In particolare, egli fu colpito dai discorsi e dalla figura di Maharishi Manesh Yogi, il mistico indiano ideatore dell’oggi famosa tecnica di meditazione trascendentale, che seguì in Inghilterra, in Galles, e pure in India (famoso il ritiro di tre mesi con il gruppo dei Beatles al completo).

In tutto ciò, facile ipotizzare e constatare una forte influenza nel pubblico giovanile di quegli anni di tutto il mondo occidentale, europeo e americano.
I Beatles, in tal senso, e George Harrison in particolare, hanno sparso semi per il mondo, che negli anni e nei decenni successivo hanno attecchito…

… nella direzione della meditazione, dello yoga, della ricerca interiore, dello studio dei testi sacri orientali, nell’esperienza negli ashram, etc.

Di ciò parla il libro George Harrison - My sweet lord: la via della spiritualità, cui si unisce un cd di dieci brani, registrato in India, nel Sun Temple vicino alla città sacra di Puri, e progettato come mezzo di rilassamento e di esplorazione interiore, oltre che nato come tributo all'artista inglese.
I dieci brani sono stati composti dai seguenti artisti: Deva Raja, Swamy, Hariprasad, Capitanata, Thea Crudi.

Ecco così che George Harrison - My sweet lord: la via della spiritualità costituisce sia un testo interessante su un pezzo della nostra cultura, tanto occidentale quanto orientale, ma anche uno strumento di lavoro su noi stessi.

Fosco Del Nero


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Titolo: Omicidio al Diogenes Club - Sherlock Holmes 1 (Murder at the Diogenes Club).
Scrittore: Gerald Lientz.
Genere: librogame, giallo.
Editore: Edizioni E.L.
Anno: 1987.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: nel mercato dell’usato.


Di recente ho recensito qualche libro game, e precisamente i quattro della serie Oberon (Oberon, il giovane mago e seguenti), i quattro della serie Detectives Club (Il messaggio del morto e seguenti), il primo della serie Asimov Galactic Foundation (L’esodo su Terminus).

Quest’oggi propongo il primo di un’altra serie, anch’essa di tipo investigativo… e ovviamente, esclusa la serie Detectives Club, rimane la serie di Sherlock Holmes, una delle più apprezzate di tutti i librigame delle Edizioni E.L., per quanto rimasta sempre di nicchia perché meno attraente agli occhi dei più rispetto ai fantasy di Lupo Solitario, di Oberon, di Sortilegio, etc.

Lessi Omicidio al Diogenes Club molti anni fa, quando ero adolescente, ma onestamente non mi ricordavo praticamente nulla, nemmeno che il libro in realtà si compone di due indagini, la prima nell’ambiente dei cavalli da corsa e delle scommesse sportive, e la seconda nel Diogenes Club di cui al titolo.

Entrambe le storie sono interessanti e vivaci, e si prestano all’indagine e all’uso della deduzione. Anzi, dal punto di vista strutturale il libro è un mezzo capolavoro considerate le possibili dipanazioni, che l’autore ha risolto tramite l’utilizzo, tutto sommato semplice, di indizi e di decisioni, che rendono la storia attendibile e realistica.
Storia che peraltro richiede che il cervello sia in funzione, con l’obiettivo iniziale che è dunque raggiunto.

Nella vicenda il lettore impersona un cugino del dottor Watson, un novello investigatore che Sherlock Holmes ha preso sotto la sua ala protettrice per “insegnargli il mestiere”.

L’ambientazione generale è convincente, e la presenza del duo Holmes-Watson, in realtà un duo tra i più famosi di tutta la storia della letteratura, credibile.

Nel complesso, Omicidio al Diogenes Club mi è proprio piaciuto, tanto che credo che mi leggerò anche i successivi libri della serie Sherlock Holmes (attualmente ne ho sette su otto, e trattandosi di libri da collezione non è nemmeno così scontato trovarli tutti).
Tra le serie rilette di recente, questa mi sembra la migliore… in attesa di rileggermi i vari Sortilegio, Grecia antica, Alla corte di re Artù, Lupo Solitario, Guerrieri della strada, Dimensione avventura, etc… 

Fosco Del Nero


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Titolo: Il potere e la magia della gratitudine.
Scrittore: Ivan Nossa.
Genere: saggistica, esistenza.
Editore: Uno Editori.
Anno: 2016.
Dove lo trovi: qui.


Il post odierno è una segnalazione di un testo di imminente uscita: Il potere e la magia della gratitudine, scritto da Ivan Nossa.

Se il nome dell’autore non dirà niente a molti, me compreso, il nome di chi ha scritto la prefazione viceversa fornirà molte informazioni, giacché trattasi di Joe Vitale, cosa che, abbinata al titolo del libro, già dice tutto, per chi sa chi è Joe Vitale.

Ma d’altronde, il titolo stesso del libro è abbastanza autoesplicativo, intanto sul genere del testo: siamo nella saggistica, e nella saggistica di genere automigliorativo, in quella che, sulla scia del filone della legge di attrazione, punta all’elevazione delle emozioni e delle energie interne alla persona.

In questo caso, l’emozione cui ci si dedica è evidentemente la gratitudine, alla quale peraltro già altri autori hanno dedicato interi testi: Rhonda Byrne col suo The magic, per esempio, o Fabio Marchesi col suo Grazie.

Ma tanti personaggi e autori del passato hanno rimarcato l’importanza della gratitudine interiore, per cui da questo punto di vista nulla di nuovo.

Nel caso specifico de Il potere e la magia della gratitudine, abbiamo un libro che si promette di fungere da guida per imparare ad applicare tale potere come la chiave fondamentale della propria vita, e quindi a raccogliere i risultati di tale nuova prospettiva.

L’autore si propone dunque di trasmettere la sua visione e il suo metodo basato sulla gratitudine, in questo sostenuto da Joe Vitale che di questo libro dice che “Sono felice di potervi dire che questo libro può trasformare la vostra vita per sempre”.

Se volete dare fiducia a tutti e tre, Ivan Nossa, Joe Vitale e Il potere e la magia della gratitudine, vedete voi.

Ultima precisazione: il testo ha circa 180 ed è edito da Uno Editori.

Fosco Del Nero


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