Titolo: Le ricette dell'energia.
Scrittore: Laura Fiandra , Marina Pucello.
Genere: saggistica, alimentazione, ricette.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


Il post di oggi va a presentare un libro appena uscito, e dettagliatamente un libro di ricette di cucina: Le ricette dell'energia di Laura Fiandra e Marina Pucello.

Si tratta invece di un argomento piuttosto anomalo per Libri e Romanzi, se non fosse che l’argomento “ricette” va di pari passo con l’argomento “benessere”, cui viceversa son sempre ben attento, e nel dettaglio va nella direzione del crudismo, che già da parecchio tempo è anche la mia.
Veganesimo e crudismo, dunque, col libro che ha questo sottotitolo: “140 proposte vegane crude e cotte per vivere con più vitalità”.

Evidenziamo alcuni estremi del libro: intanto, parliamo di quasi 380 pagine di libro, quindi mica poco. Il formato è un poco più grande della media, e l’editore è Ananda Edizioni: quindi Ananda Assisi e quindi yoga e Paramhansa Yogananda.

Ananda Edizioni peraltro aveva già pubblicato un libro su alimentazione e ricette vegetariane e vegane: Il gusto della gioia… la cui autrice, Mahiya Zoé Matthews (che faceva venir voglia di andare a mangiare ad Ananda Assisi, centro famosoa per la sua buona cucina), non a caso è ospitata a fine testo in un capitolo, intitolato "La dieta yogica".

Le due chef crudiste e autrici de Le ricette dell'energia propongono in esso un po’ di premesse teoriche (perché il veganesimo, perché il crudismo, come tener lontane le malattie, lo stile di vita, etc), ma soprattutto propongono le 140 ricette di cui si è detto sopra, arricchite da un abbondante apparato fotografico… e sottolineo che Ananda Edizioni cura sempre molto bene i suoi libri, che son spesso belli da vedere quanto belli da leggere.

Le ricette di cui sopra spaziano dagli estratti di succhi alle colazioni, dai piatti tradizionali italiani in forma vegana e/o crudista ai dolci… insomma, ce n’è per tutti, soprattutto per chi ha voglia di prendere in mano la propria salute: ciò che vuol dire vita più lunga, meno dolori e drammi, più possibilità di realizzare qualcosa nella vita… non poco, quindi.

Ultima cosa: il libro propone il bonus di un video omaggio da scaricare, “Video ricette dell’energia”, con delle ricette eseguite dal vivo.
Tutto molto interessante.

Fosco Del Nero


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Titolo: La via della ricchezza.
Scrittore: Salvatore Brizzi.
Genere: saggistica, crescita personale, psicologia.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2017.
Dove lo trovi: qui.


La via della ricchezza è l’ultimo libro di Salvatore Brizzi, il noto autore-saggista-conferenziere italiano che ha iniziato con la sua trilogia sul risveglio (Officina alkemicaLa porta del magoRisveglio), per poi dedicarsi a testi sempre di genere saggistico-evolutivo, ma più spuri e meno convenzionali, come Il libro di Draco Daatson o La sacra sessualità, senza contare i numerosi video.

Questo ultimo libro, edito da Anima Edizioni (lo stesso editore della trilogia sul risveglio), era particolarmente atteso dai lettori di Brizzi, perché andava a parare su un argomento assai controverso, in generale e soprattutto nel mondo della spiritualità: il denaro e la ricchezza.

In circa 220 pagine di formato medio, Brizzi espone il suo originale punto di vista a riguardo.
Originale, s’intende, dal punto di vista dell’uomo comune, ma scontato per chi ha già fatti suoi certi apprendimenti esistenziali.

Come il percorrere il seguire la propria missione destinica, il portare avanti il proprio percorso evolutivo, andare verso energie elevate, servire l’esistenza, e via discorrendo.

Nel caso specifico del denaro, la ricchezza non è più vista come un obiettivo della personalità, e dunque qualcosa di “egoico”, qualcosa connesso alla paura di morire di fame, di essere da solo, di non essere apprezzato, di non valere abbastanza e quindi di dover dimostrare di “essere qualcuno”, ma come qualcosa di connaturato alla stessa esistenza umana: non più un diritto, ma un dovere, qualcosa che la persona ha il dovere di realizzare e diportare a se stessa.

Anche perché solamente se alle spalle c’è benessere materiale è possibile dedicarsi con pienezza al proprio percorso interiore, così come solo in quel caso è possibile aiutare gli altri e condividere con essi.
Materia e spirito dunque non sono nemici, non sono antipodici, ma, anzi, convivono… come peraltro tante scuole e tanti maestri spirituali hanno sempre affermato.

Con tutto ciò come base, e molto di più, La via della ricchezza si propone come un manuale per andare incontro alla ricchezza intesa come benessere ad ampio raggio, come ricchezza interiore ed esteriore, e in tal senso offre non solo concetti, ma anche suggerimenti ed esercizi.

Ecco perché La via della ricchezza di Salvatore Brizzi è un libro che sta già vendendo molto e che, probabilmente, venderà ancora per un bel po’ di tempo.
Nel caso vi interessi, buona lettura.

Fosco Del Nero


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Titolo: A scuola di magia (Die zauberschule und andere geschichten).
Scrittore: Michael Ende.
Genere: racconti, surreale, fantasy.
Editore: Salani Editore.
Anno: 1994.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Ormai Michael Ende è un habitué del blog, giacché è già comparso tre volte: con La storia infinita, con Momo e con Lo specchio nello specchio.
I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti… la quale è seguita dal libro oggetto della recensione odierna: A scuola di magia.

Intanto, confesso di essere rimasto un poco deluso, dal momento che speravo che la raccolta fosse tutta incentrata sul tema oggetto del titolo del libro, dunque la magia… e se ci fosse stata di mezzo una scuola ancora meglio.

Difatti, per esperienza personale so che Ende dà il meglio di sé quando di mezzo vi sono elementi magico-fantasy-surreali-esistenziali, come mostra per esempio il suo capolavoro, La storia infinita, o come mostrano alcuni dei racconti presenti ne Lo specchio nello specchio (titolo che è tutto un programma).

Sfortunatamente, invece, A scuola di magia contiene  racconti assortiti e molto variegati tra di loro, tanto che non c’è il minimo comun denominatore tra di essi…
… eccezion fatta, ovviamente, per l’elemento surreale. E a questo riguardo si ricordi che Michael Ende è figlio di un pittore surreale, e senza dubbio in casa avrà assorbito molto di tale energia e stile.

Ad ogni modo, vediamo più da vicino A scuola di magia: il libro, lungo circa 180 pagine dalla scrittura “comoda”, contiene tredici racconti, davvero diversissimi tra di loro nel genere e nello stile, così come nella qualità.

Alcuni, a dire il vero, non sono nulla di che, e anzi mi sono meravigliato che Ende li abbia inseriti in un suo libro, mentre altri si rivelano davvero graziosi e originali.
Nel dettaglio, quelli che  ho gradito di più sono stati questi, in ordine di apparizione nel testo: A scuola di magia, Niso e Naso, Una storia scioglilingua, La storia della zuppiera e del mestolo, Una lunga strada per Santa Cruz.

Nascosti qua e là, a dire il vero, non mancano degli elementi didattici, diciamo così, anche se l’impressione è che questo libro, più di altri di Ende, sia rivolto a un pubblico giovanissimo, se non addirittura al genitore che legge le fiabe ai suoi cuccioli la notte prima di dormire.

Di mio, come lettura adulta, gli assegno una sufficienza stretta, ma per un uso fiabesco-notturno-genitoriale aumentate pure il voto di un punto intero.

Fosco Del Nero


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Titolo: Le pietre magiche di Shannara (The elfstones of Shannara).
Scrittore: Terry Brooks.
Genere: fantasy, avventura.
Editore: Mondadori.
Anno: 1982.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Ormai parecchio tempo fa ho recensito La spada di Shannara, il primo romanzo del Ciclo di Shannara scritto da Terry Brooks.
Il quale non è che mi fece impazzire, anche per via dell’evidente plagio (non ispirazione o vaga somiglianza, ma proprio plagio) de Il signore degli anelli
… tuttavia nel mentre mi ero già procurato i suoi due seguiti, ossia Le pietre magiche di Shannara e La canzone di Shannara, per cui così sia.

La recensione odierna è proprio riferita al secondo capitolo della trilogia iniziale, che poi è stata espansa con altri libri e altri cicli correlati.

Devo dire che, tra il primo libro e il secondo, Terry Brooks è migliorato molto.
Intanto, compie la scelta intelligente di staccarsi nettamente dal primo libro, protagonisti compresi e ambientazioni pure (anche perché probabilmente non sapeva come farlo proseguire, non essendoci un seguito de Il signore degli anelli!), e propone uno scenario completamente nuovo.

Quasi completamente, a dire il vero: le uniche conferme sono per il druido Allanon e per le pietre magiche di Shannara, oggetto centrale del primo libro, nel frattempo passate di mano dal precedente proprietario Shea al nipote Wil
… il che, peraltro, volendo continuare le somiglianze con l’universo tolkeniano, ricorda molto il passaggio dell’anello da Bilbo al nipote Frodo (anche se a voler essere precisi nel primo caso la relazione è nonno-nipote, mentre nel secondo è zio-nipote).

Per il resto cambia tutto, e cambia completamente anche la missione: sconfitto il Signore degli Anelli… ehm, volevo dire il Signore degli Inganni, stavolta il nemico sono i demoni che stanno per infrangere il divieto dell’Eterea, un antico albero nato dalla magia elfica che è quasi giunto al termine della sua esistenza, cosa che porterebbe con sé l’invasione di una vera e propria armata demoniaca nelle Terre dell’Ovest degli elfi.

Dopo cinquant’anni dalla precedente minaccia (terre pericolose, a quanto pare), Allanon torna dunque in campo, coinvolgendo stavolta Wil Ohmsford, al quale è affidato il compito di proteggere la giovane elfa Amberle nell’improba missione che l’attende, quella di salvare l’Eterea ridandole nuova vita e così salvare anche tutte le terre conosciute, elfiche, umane o naniche che siano.

Le pietre magiche di Shannara come detto fa decisamente un passo avanti.
Il libro non si rivela un capolavoro del fantasy, ma un discreto romanzo sì.
Terry Brooks è riuscito a spurgare, oltre che i riferimenti all’opera di Tolkien, anche l’eccessiva semplicità di molte situazioni, nonché l’ingenuità di molti dialoghi.
Rimane una certa aria un po’ naif, per cui a volte si ha la sensazione di comportamenti, atteggiamenti o parole forzate, utili giusto a far andare la storia come desidera l’autore, senza però che vi sia in essi una coerenza interna, ma comunque la situazione è molto più leggera rispetto al precedente libro, che in questo senso era un po’ pesante.

Per il resto, qualche scenario un po’ scontato, ma un livello globalmente discreto, tanto che le 500 pagine del romanzo scivolano via abbastanza facilmente… impreziosite anche da qualche situazione dal sapore esistenziale, che sia voluta o non voluta dall’autore, e che lascio comunque alla lettura dell’eventuale lettore

Fosco Del Nero


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