Titolo: L’uomo stocastico (The stochastic man).
Scrittore: Robert Silverberg.
Genere: fantascienza, psicologico.
Editore: Mondadori.
Anno: 1975.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.



Dal momento che il primo lotto di vecchi Urania (anni 60-70) mi ha soddisfatto, ho proceduto a un secondo lotto, comprensivo di altri sei libri: uno di Robert Silverberg, due di Lester Del Rey, uno di J.T. McIntosh, uno di J.G Ballard e l’ultimo di tale Cordwainer Smith, l’unico del gruppo che non conoscevo.



Di questi sei libri, il più famoso è certamente quello oggetto della recensione di oggi: L’uomo stocastico di Robert Silverberg, romanzo scritto nel 1975… e ambientato nel 2000 circa.
Futuro per Silverberg, passato per noi, fatto al quale il lettore di fantascienza è ormai abituato.

Nel futuro di Silverberg esistono persone particolarmente dotate nelle scienze statistiche, tanto da essere in grado di utilizzare un metodo stocastico-probabilistico-previsionale particolarmente efficace, e particolarmente apprezzato in ambito politico.
Una di queste è Lew Nichols, giovane uomo di 33 anni, sposato con la bella Sundara e collaboratore del sindaco di New York Paul Quinn, il cui prossimo obiettivo politico è la Casa Bianca.

Per svolgere al meglio il suo lavoro, Lew stringe rapporti col misterioso Carvajal, personaggio che sembra dotato di doti previsionali persino superiori a quelle di Lew… e che difatti vede sprazzi di futuro.

Passiamo dunque dalla scienza stocastica alla preveggenza, una dote tuttavia foriera più di problemi che non di vantaggi…

Il romanzo riporta esclusivamente il punto di vista del suo protagonista, che segue anche nelle sue turbe emotive, rivelandosi sufficientemente interessante e appassionante, spaziando tra il contesto politico e le vicende socio-interpersonali.
In effetti, nonostante gli spunti fantastici (la scienza stocastica spinta all’estremo, i poteri esp, la dottrina-religione del Transit, i rapporti socio-sessuali piuttosto disinibiti), il focus è più psicologico che altro, cosa che forse è un peccato giacché tutto ciò avrebbe meritato una narrazione più ampia.

Nel complesso, ho trovato L’uomo stocastico di Robert Silverberg discreto, sufficientemente interessante e coinvolgente, anche se non imperdibile come definito da qualcuno.
Pur se non imperdibile, sono contento di aver letto questo classico della fantascienza degli anni ''70.

Fosco Del Nero


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