Titolo: Illusioni (Illusions: the adventures of a reluctant messiah).
Scrittore: Richard Bach.
Genere: spiritualità.
Editore: Rizzoli.
Anno: 1977.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Ci sono certi libri che, pur se romanzi, non possono essere giudicati solo come romanzi, visto che trascendono la dimensione puramente narrativa. 

 Alcuni esempi potrebbero essere classici della spiritualità come Il gabbiano Jonathan Livingtson di Richard Bach, Il profeta di Kahlil Gibran, La profezia di Celestino di James Redfield, e altri ancora, magari meno famosi, come i già recensiti Superanima Sette - La scuola celeste di Jane Roberts, Going deeper di Jean-Claude Koven, La profezia della Curandera di H.H. Mamani.

Certamente essi possono essere letti solo come romanzi, e quindi per il loro aspetto puramente letterario, ma in quel caso si perderà probabilmente la loro essenza migliore, quella spiritual-esistenziale… 
… o forse no, visto che comunque le parole agiscono dentro di noi per risonanza, anche se non stiamo lì a pensarci su per ore.

Il libro recensito oggi appartiene a questa categoria ambivalente, e peraltro è stato scritto da uno degli autori appena citati: parlo di Richard Bach e di Illusioni
Sottotitolo: Avventure di un messia riluttante.

Narrativamente, Illusioni racconta la storia di Richard, pilota di aereo (proprio come Richard Bach, peraltro) che un bel giorno conosce Donald Shimoda, individuo fuori dal comune nelle conoscenze ma anche nelle capacità, come si avverrà presto Richard.
Tra i due personaggi si scatenerà subito una ricca collezione di dialoghi.

Esistenzialmente, in Illusioni si parla realtà materiale e di realtà spirituale, della capacità creativa dell’essere umano, dell’evoluzione personale.

Tutto questo in un libretto piuttosto leggero e agile, come peraltro era anche Il gabbiano Jonathan Livingston; ulteriore merito dell’autore, capace di condensare messaggi e metafore profonde in poche pagine piuttosto che in molte centinaia.

Certamente il gusto personale fa la differenza in ogni campo della vita, dal cibo al cinema, alla letteratura, tuttavia di mio non esito a dire che libri come Il gabbiano Jonathan Livingston o Illusioni (o se non questi, testi di valore similare!) dovrebbero far parte della libreria e della cultura di chiunque… e che anzi sarebbe cosa buona se i giovanissimi si confrontassero con questo tipo di letteratura, che tra l’altro ha anche un sapore semi-fiabesco, piuttosto che su libri meno profondi ed educativi.

Altro pollice su per Richard Bach, dunque.

Fosco Del Nero


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