Titolo: Gli anni alieni (The alien years).
Scrittore: Robert Silverberg.
Genere: fantascienza.
Editore: Mondadori.
Anno: 1998.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui.


Gli anni alieni è il terzo romanzo che recensisco di Robert Silverberg, autore assai noto e prolifico, ancora vivente, che ha iniziato a scrivere nel 1955, quando aveva 20 anni, e non ha mai smesso, anche se negli ultimi anni ha diradato le sue produzioni.

Tra i suoi romanzi più famosi, abbiamo L’uomo stocasticoShadrach nella fornaceAli della notte, ma va citato anche il Ciclo di Majipor, sua incursione nel fantasy… che poi è ciò cui si è dedicato di più nell’ultima fase della sua vita, nonostante altre opere sporadiche, come il recensito Pianeta senza scampo.

Anche Gli anni alieni ha goduto di una discreta fama, vediamo subito se meritata.
Intanto, preciso che, seppur lo recensisco come un unico romanzo, nell’edizione italiana è stato diviso in due libri dalla Mondadori… che evidentemente stava facendo pratica di suddivisione di romanzi prima di farlo in “grande” stile con Le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin.

Nel complesso, il romanzo è lungo circa 500 pagine di formato ridotto, e propone una sorta di epopea lunga cinquantacinque anni: sarebbe a dire la resistenza umana di fronte all’invasione aliena.

E andiamo dunque alla trama de Gli anni alieni: un bel giorno numerose astronavi aliene scendono sulla Terra, non viste e non attese, e si piazzano sulle maggiori città (diciamo che l’incipit non è dei più originali). Gli alieni, chiamati Entità, sono tuttavia imperscrutabili: non dicono niente, non comunicano con l’uomo, non iniziano alcuna guerra, ma si limitano a portare avanti un loro disegno misterioso, utilizzando dapprima dei volontari umani come intermediari e come manodopera, e poi, sulla scia di alcuni attentati umani ai loro danni, costringendo con la forza sempre più numerose persone.
Ma sempre in modo misterioso, tanto che persino gli uomini a loro più vicini non hanno la minima idea dei loro scopi.

Ad ogni modo, dopo un po’ di tempo diviene chiaro che, per via della loro potenza enormemente più avanzata di quella umana, sono loro i nuovi padroni della Terra, e persino le varie resistenze dovranno far buon viso a cattivo gioco, e magari semplicemente attendere tempi migliori.

La resistenza che il romanzo segue è quella dei Carmichael, una famiglia di militari con a capo il Colonnello, uomo di grande forza e tempra morale, che, a seguito dell’invasione, organizza tutta la sua famiglia intorno a un ranch nel sud della California, non troppo lontano da Los Angeles, che peraltro è una delle sedi mondiali principali delle Entità.

Il romanzo segue così la storia della famiglia e dei suoi vari membri, generazione dopo generazione, generando un affresco piuttosto lungo e corposo tanto dei Carmichael quanto della situazione della Terra post-invasione.

Il tutto, devo dire, è piuttosto convincente e per larghi tratti interessante.
Ma non del tutto, e il romanzo non è privo di difetti: intanto, i personaggi sono molti, e spesso ci si perde nei loro nomi, anche perché le varie generazioni utilizzano spesso nomi di genitori e nonni, rendendo le cose a volte poco chiare per chi legge; in secondo luogo, non tutto convince a livello di scelte narrative (collaborazionisti, hacker, la stessa resistenza, etc); ma soprattutto, il finale dell’opera è ridicolo, e sembra una chiusura facile per carenza di voglia di andare avanti.

Raramente ho letto un libro con una distanza temporale tanto grande tra l'inizio della storia e la sua conclusione, e certamente l’epopea descritta nelle 500 pagine precedenti meritava qualcosa di meglio di un semplice colpo di spugna… così pure il lettore che si era letto quelle 500 pagine.

Certo, quelle centinaia di pagine sono scritte bene, e d’altronde Robert Silverberg non è il primo arrivato, ma un po’ la poca originalità della storia, un po’ la conclusione pacchiana e non credibile, un po’ una certa stanchezza che si trascina nelle pagine, generazione di Carmichael dopo generazione di Carmichael, impediscono a Gli anni alieni di ottenere una valutazione lusinghiera.

Fosco Del Nero


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